Home Formazione capi Eventi Il cardinal Martini ci ha detto

COSA DICE IL CARDINAL MARTINI AI CAPI DI OGGI?



Ne abbiamo parlato martedì 6 ottobre con i più di cinquanta capi e scout che hanno partecipato alla serata Sulle tracce dell'orso bianco. Il cardinal Martini e lo scoutismo. Di seguito alcune suggestioni dalla serata, grazie ad Anna Boccardi per gli appunti.

 


Don Luigi Testore, don Roberto Davanzo e i capi che sono intervenuti ci hanno richiamato alla capacità di ascolto,
in particolare dei giovani, la curiosità, il dialogo con chi pensa diversamente, l'apprezzamento per una autoeducazione che non è improvvisazione ...

Ma soprattutto la risposta al “cosa Martini dice oggi allo scoutismo?”:
Nel 1998, commentando Mc 4,26-29, Martini diceva ai capi riuniti in Assemblea regionale: «Nel chicco pieno nella spiga leggo il servizio alla fede sulle frontiere della fede»; papa Francesco invita a essere Chiesa in uscita.
Portare la fede a quei ragazzi che altrimenti non avrebbero altre occasioni è qualcosa che con lo scoutismo possiamo fare, ma chiede un supplemento di maturazione umana e spirituale dei capi. Ci chiede una frequentazione della Parola. Se questa proposta ci interessa, dobbiamo essere disposti a fare fatica.

L'integrazione dei nuovi italiani ci chiede di ripensarci dal punto di vista metodologico e di approccio.

Oggi a Milano tanti giovani di origini latino-americane si aggregano in bande: è lo stesso fenomeno che ha osservato B.-P. e che lo ha portato a proporre lo scoutismo. Partiamo dall'avvicinare gli stranieri che vengono da aree cattoliche, dall'avvicinare questi ragazzi d'origine latino-americana.

Ascoltare la Parola.
Dire ai capi di oggi la possibilità di lasciarsi interrogare dalla Parola e chiederci a partire dalla Parola come sono le scelte da fare oggi, a livello personale e come gruppo scout.

Quanto mai attuale la concreta attenzione che l'arcivescovo Martini ha avuto per il legame Diocesi - Agesci:
nel periodo in cui l'Assistente Ecclesiastico regionale era un sacerdote bresciano, inventò la figura dell'Assistente Ecclesiastico diocesano; in seguito nominò un Assistente Ecclesiastico regionale a tempo pieno.

Don Roberto ha sottolineato come sia fondamentale per noi oggi desiderare un'integrazione tra il nostro progetto di Gruppo/Zona con il progetto diocesano/parrocchiale.


In segreteria è disponibile la registrazione integrale dell'incontro