Progetto di Zona

L'Opinel d'argento

#ESTOTESOCIAL


Social

Chi è online

 36 visitatori online
Home
IN RICORDO DI GIANCARLO LOMBARDI

Giancarlo Lombardi, fratello scout amato e stimato, è nella Casa del Padre. Abbiamo chiesto a un suo amico di ricordarlo.


Ricordare Giancarlo come uomo, marito, padre, nonno, imprenditore, scout, dirigente, presidente, consigliere, cavaliere del lavoro, parlamentare, ministro, amico, compagno di strada, è impresa infinita. Parlare delle sue cariche, onorificenze e impegni, è opera altrettanto ardua e ricca in tutti i sensi. Qualsiasi strada si voglia seguire per descrivere la intensa personalità di Giancarlo, non potrà mai essere del tutto esaustiva e disegnare del tutto il suo poliedrico profilo.
Proverò a ricordare cosa è stato per me.

L'amicizia. Un amico, conosciuto nello scautismo. Un giorno mi disse: “io e te siamo nati per fare gli amici”.
E' stato così. La sua più alta caratteristica era quella di riuscire, in diverse circostanze ed ambienti, a creare il “gruppo”, di legare diverse personalità, tirando fuori il meglio da ciascuno, formando una vera comunità. Così con la staff dei campi scuola, con il gruppo di spiritualità famigliare, con i suoi collaboratori di lavoro, in confindustria, in politica.

Coerenza. Severo con se stesso e con gli altri sul mantenimento degli impegni presi. Ebbe l'occasione di fare uno stage di inglese a Londra per imparare la lingua e rinunciò per non tradire l'impegno di servizio assunto come capo clan.

Servizio. Il servizio sociale, politico e per il bene comune era proprio nel suo DNA. Quando suo papà, finita la maturità gli offrì  di andare sei mesi all'estero, sempre per imparare una lingua, rinunciò per andare in Africa presso una missione, per una nuova esperienza di servizio.

Discernimento. Sulle decisioni, sulle scelte esistenziali importanti, ci confrontavamo sempre, con sincerità, lealtà senza nascondere nulla, per poi seguire la strada condivisa. Avevamo trovato però un metodo collaudato e sicuro: prima di qualsiasi decisione importante occorreva fare deserto. Mettersi in ascolto, in silenzio, per meglio capire. Giancarlo ripeteva sempre che tutti i grandi uomini, prima  di compiere la loro missione facevano o avevano fatto giornate di deserto.

Fratellanza. L'amore per la sua famiglia, per i più fragili, i più deboli. La condivisione delle difficoltà e tristezze di tutti i giorni, che ascoltava e che metteva in comune facevano sentire Giancarlo, presente, vicino, partecipe.

Ora ci mancherà ma sono sicuro che saprà ancora esserci vicino, in altro modo, ma sempre vicino.

Gege Ferrario