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"Nel vostro passaggio in questo mondo, che ve n'accorgiate o no, chiunque voi siate e dovunque voi andiate, state lasciando dietro di voi una traccia. Altri la noteranno e potranno seguirla. Può essere una traccia che li conduce al bene, ovvero può portarli fuori strada. Ciò dipende da voi. Può darsi che la vostra traccia sia marcata sugli alberi, per renderla visibile a chi vi segue, o invece può darsi che lasciate inavvertitamente delle orme peraltro riconoscibili sulla sabbia...",
Baden Powell

In questa sezione vogliamo ricordare alcune persone che sono state significative per lo Scoutismo milanese.

Don GiorgioDon Giorgio Basadonna
Finalmente la Route!

Ho bisogno dello zaino e della pazienza del cammino. Ho bisogno di avere sete e qualche volta di avere fame…”.
Parole di don Giorgio Basadonna (1923-2008), compagno di strada per gli Scout milanesi e sacerdote significativo per tutta la Diocesi.
Don Giorgio è stato assistente Agi dal 1967 al 1975 (Agesci dal 1974) assistente Cicg (Conferenza internazionale cattolica del Guidismo dal 1966-1976), assistente ecclesiastico generale dell’Agesci (1974-1976). Ha scritto diversi libri, fra cui “Spiritualità della strada” (Fiordaliso), ”Magnificat: riflessioni sulla madre di Dio” (Ancora, 1971), “Nel deserto ti parlerò” (Ancora,1989)e Preghiere Scout ( Nuova Fiordaliso 2003). L’ultimo libro,  “Si può ancora essere cristiani?”, è uscito nel 2007.

 

Per conoscere meglio don Giorgio, sul sito Agesci Lombardia si può leggere:


Don GnocchiDon Carlo Gnocchi
"Cristiani a bagnomaria non è più possibile".

Il suo primo impegno è quello di assistente d'oratorio, prima a Cernusco sul Naviglio poi nella parrocchia di San Pietro in Sala, a Milano. Don Carlo Gnocchi però è ricordato come “il prete dei mutilatini” per l’opera di carità della Pro Juventute con cui a Milano si spende a favore dei mutilati di guerra. Nel 1949, assieme a don Andrea Ghetti (Baden) organizza la “Freccia Rossa”, il raid motociclistico dei Rover che a bordo di venticinque “Guzzini” attraversarono l’Europa da Milano a Oslo per far conoscere il dramma dei mutilati e portare loro soccorso.Ha scritto diversi testi fra cui "Educazione del cuore", uscito nel 1937. Prima della morte, don Carlo si spende in un ultimo gesto profetico, la donazione delle cornee a due ragazzi non vedenti, quando ancora in Italia il trapianto degli organi non era regolato da legge. Don Carlo, che era nato nel 1902 a San Colombano al Lambro (Lodi), muore nel 1956. Nel 2009, domenica 25 ottobre, è dichiarato Beato nel Duomo di Milano.
Per conoscere meglio don Carlo si può visitare la pagina web della Fondazione don Carlo Gnocchi dedicata al sacerdote.

 

Don Ghetti Don Andrea Ghetti
"E' semplice la strada che porta al Signore"
Andrea Ghetti nasce a Milano l’11 marzo 1912. Nell’agosto 1926 è ammesso a pronunciare la Promessa Scout. Il 6 maggio 1928, lo Scoutismo è sciolto da Mussolini e da questo momento alcuni scout cercano modi diversi per continuare a svolgere attività. Nell’autunno 1929 nascono le Aquile Randagie.
Il 26 marzo 1939 don Andrea celebra la Prima Messa e a settembre sale per la prima volta in Val Codera. Il suo ministero inizia al Collegio A. Volta di Lecco come professore. Il 12 settembre 1943 fonda l’OSCAR (Opera Scoutistica Cattolica Aiuto Ricercati). Saranno anni molto intensi e notevole e poco conosciuto sarà il bilancio di vite umane salvate. Nel 1945 dopo la liberazione, inizia immediatamente la ricostruzione dello Scoutismo ed è nominato Assistente Ecclesiastico regionale dell’ASCI lombarda. Nel gennaio 1948 esce il primo numero della rivista RS Servire da lui fortemente voluta. Il 28 agosto 1949 partecipa al Rover Moot in Norvegia ideando “La Freccia Rossa” della Bontà per raccogliere fondi, nelle varie nazioni attraversate, a favore dei mutilatini del suo amico don Carlo Gnocchi.
Il 4 ottobre 1959 diventa Parroco di Santa Maria del Suffragio in Milano, Parrocchia che, con i suoi 44.000 abitanti di allora, risulta una tra le più popolose della Diocesi. Nel gennaio 1960 lascia l’incarico di AE regionale ASCI, continuando ad essere l'AE del Gruppo MI I e del Clan La Rocchetta. In aprile firma il primo numero de Il Segno, nuova rivista della Diocesi di Milano. Il 4 settembre 1963 è nominato Prelato d’Onore di Sua Santità da Papa Paolo VI.
Il 5 agosto 1980 muore a Tours, in Francia, a seguito di un incomprensibile incidente automobilistico durante il suo 33esimo Campo di Clan del MI I La Rocchetta.
Il 7 dicembre 1980 il Sindaco di Milano gli conferisce l’Ambrogino d’Oro alla memoria, massima riconoscenza della Città.
Le spoglie di don Andrea Ghetti riposano oggi a Milano nella Cappella di San Giorgio in Via Burigozzo 11, presso la Sede regionale dell’AGESCI. “Al ritmo dei passi” (Ancora, 1983), raccoglie alcuni degli scritti di Baden. A don Andrea Ghetti è stata intitolata una fondazione, la Fondazione Baden che attraverso l’Ente educativo promuove il Centro studi e documentazioni, il Centro Baden e la collana Edificare. Sul sito della fondazione biografia, testi, foto e alcuni scritti. Per conoscere Baden si può anche leggere “Sempre pronto: un profilo di don Andrea Ghetti” (don Giorgio Basadonna, ed Ancora, 1994).

 

Nina Kaucisvili

“C'è sempre qualcosa per cui la giornata vale la pena di essere vissuta, l'importante è saperlo scoprire”

Il nome di Nina (Berlino 1919-Milano 2010) è inscindibilmente legato alla nascita del guidismo non solo milanese, ma più in generale lombardo. Conosciuto don A. Ghetti-Baden e, tramite lui, Kelly, Vittorio Ghetti e altre aquile randagie, Nina accetta di mettersi in gioco e di iniziare, il 5 maggio 1945, l'avventura del primo riparto di guide a Milano. Non sono tempi facili, c'è il problema dei viveri, delle divise, delle attrezzature per uscite e campi, soprattutto c'è la convinzione di dover collaborare alla ricostruzione, non solo materiale del Paese, ma nulla di tutto questo ferma Nina e con lei le sue guide e, subito dopo, anche le sue scolte. Così il Guidismo si diffonde a Lecco (l'AGI qui è nata prima dell'ASCI), a Mantova, a Saronno.

In questi primi anni è Nina il punto di riferimento, disposta ad affrontare viaggi a Roma di 17-18 ore per elaborare la metodologia di branca Scolte, disponibile ad essere presente alle prime promesse dei nuovi gruppi che nascono in regione, pronta ad assumere incarichi regionali e nazionali. Nina è consapevole che il modello di donna proposto dal Guidismo è, per quegli anni, una “rivoluzione”, ma la vive e la propone coniugandola con altre due convinzioni, cioè che “la bellezza salverà il mondo” e che “c'è sempre qualcosa per cui la giornata vale la pena di essere vissuta, l'importante è saperlo scoprire”.

Sempre presente e disponibile, ha partecipato sul Duomo di Milano al rinnovo della Promessa nel centenario dello scautismo ed ha condiviso fino alla fine il cammino scout con le “vecchie” guide che ogni anno ancora vivono la loro route nella fedeltà alla Promessa fatta molti anni fa.

 

Fratel Raimondo Bertoletti

Un'altra Aquila si è posata trovando finalmente il suo nido in Paradiso.
Fratel Raimondo Bertoletti, Aquila Randagia noto come Avonio o Tulin de l'oli, è tornato alla casa del padre il lunedì dell'angelo, 1 aprile 2013. Per meglio ricordarlo ecco un profilo di Mario Isella da libro "Cantando nella notte", un'immagine e il racconto che lo stesso Avonio scrisse per il libro "L'inverno e il Rosaio.
Buona Strada e grazie, fratel Raimondo!
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